Rimedi Alternativi - Rapporto sul trattamento del MORBO DI ALZHEIMER e la KLAMATH

Rimedi Alternativi - Rapporto sul trattamento del MORBO DI ALZHEIMER e la KLAMATH

RAPPORTO SUL TRATTAMENTO DEL MORBO DI ALZHEIMER
CON LA APHANIZOMENON FLOS-AQUAE DEL LAGO KLAMATH


Dr. Gabriel Cousens, M.D.
(Il dr. Cousens è uno psichiatra ortomolecolare che lavora a Petaluma, California)
Attualmente è convinzione comune che non ci sia alcuna possibilità di curare o di migliorare le condizioni di chi è affetto da una forma degenerativa conosciuta come "morbo di Alzheimer". Avendo personalmente verificato nei miei pazienti le qualità di
potenziamento delle funzioni cerebrali di un’alga verde-azzurra proveniente dal lago Klamath, la "Aphanizomenon Flos-Aquae", mi sono interessato ad alcuni rapporti relativi ai suoi effetti sul morbo di Alzheimer. Questa alga è particolarmente ricca in neurotrasmettitori attivi e sembra avere risultati terapeutici positivi in persone il cui generale funzionamento mentale appare rallentato.
Per i miei esperimenti, ho scelto due individui colpiti da un ben documentato morbo di Alzheimer, che avevano un funzionamento mentale evidentemente deficitario. Ogni mese, oltre alle mie note, il coniuge di ciascuno dei due pazienti ha riempito un questionario
relativo ai loro processi mentali, memoria, capacità di concentrazione, giudizio, percezione, emozioni, capacità di prendersi cura di sé e sonno. Ciascuna sezione aveva varie categorie, per un totale di 28 domande, con valutazioni a base di un punteggio da 1 a 10. Ciascun caso è stato seguito per 12 mesi.
Il primo paziente è una donna di 66 anni malata di Alzheimer da oltre 7 anni, gli ultimi 5 dei quali furono pienamente diagnosticati nel 1978 presso lo Stanford Medical Center. La donna era stata anche sottoposta ad assunzione orale di colina e ad una terapia di
chelazione I.V., in entrambi i casi senza sortire effetto alcuno sullo stato di deterioramento.
Nell’esame iniziale, la donna ha dimostrato una significativa condizione di afasia: sembrava incapace di esprimere i suoi pensieri a parole; la sua memoria a breve e a lungo termine era notevolmente diminuita; aveva grandi difficoltà a concentrarsi sulla situazione presente. Essenzialmente, la paziente appariva assente. Essa aveva anche un tremore simile a quello del morbo di Parkinson, incontrava enormi difficoltà a camminare in linea retta e pendeva a destra. Secondo suo marito, era completamente incapace di prendersi cura di sé, o anche solo di vestirsi. Il marito appariva disperatamente pessimistico.
Dopo un mese di assunzione di alghe Aphanizomenon si potevano constatare chiaramente segni di diminuzione dell’afasia. Nei suoi occhi sembrava essere ritornato un barlume di coscienza. Anche il tremore delle mani era diminuito. Era anche nuovamente capace di mettersi addosso un grembiule, cosa che non aveva fatto per mesi. Sembrava
anche più capace di esprimere i propri sentimenti. Dopo due mesi, la sua capacità di comunicazione era migliorata, ed era nuovamente capace di guardare la TV e capire cosa stava succedendo.
Dopo 6 mesi, il marito ed io concordammo, in base alle nostre soggettive esperienze, sul fatto che il suo spirito, umore e consapevolezza erano notevolmente migliorati. Lei era finalmente in grado di lavorare intellettualmente sull’ambiente circostante. La sua memoria
a breve temine era migliore. L’afasia era progressivamente migliorata nel corso dei sei mesi, anche se il progresso sembrava essersi stabilizzato nell’ultimo mese. La sua capacità di attenzione era cresciuta sensibilmente ed era ora in grado di passare diverse ore ad ascoltare musica. Il suo giudizio, ragionamento, e chiarezza mentale erano
notevolmente migliorati. Non c’era stato alcun cambiamento riguardo alla sua memoria a lungo termine. A livello fisico, la paziente era passata da una totale incapacità di vestirsi ad essere in grado di farlo da sola, anche se a volte in maniera sbagliata. Era finalmente
capace di camminare in linea retta e di mantenere una postura quasi completamente eretta.
Dopo 12 mesi, si potevano notare ulteriori leggeri miglioramenti nelle varie aree menzionate. A questo punto, dopo miglioramenti relativamente rapidi nei primi sei mesi, la paziente sembrava essere entrata in una situazione di ulteriori miglioramenti molto più graduali.
Il secondo caso riguarda un avvocato di 64 anni del Midwest, al quale fu diagnosticato il morbo di Alzheimer dopo una serie di test neurologici e psicologici. Prima di farsi visitare, il suo funzionamento mentale e la sua memoria erano già notevolmente diminuiti. Non poteva più svolgere il suo lavoro, o ricordare cosa era successo 15 minuti prima, e il suo
Q.I. (quoziente intellettivo) era ridotto a 92, notevolmente al di sotto di quello medio degli avvocati.
Fu sottoposto allo stesso trattamento a base di alghe Aphanizomenon utilizzato nel primo caso. Dopo un mese, la moglie aveva già notato un’arresto del processo degenerativo e dopo 12 mesi non si era verificata alcuna ulteriore degenerazione, anche se non vi era
stato alcun recupero delle funzioni già compromesse. La moglie del paziente è molto contenta dei risultati ottenuti con la Aphanizomenon e ritiene che il trattamento abbia preservato le basi per una solida relazione coniugale.
Sono stati qui riportati due casi pienamente documentati. In uno vi è stato un notevole recupero di funzionalità, nell’altro un arresto della progressiva degenerazione dovuta al morbo di Alzheimer. Questi risultati preliminari suggeriscono che tale forma degenerativa potrebbe in effetti essere arrestata tramite l’uso delle alghe Aphanizomenon Flos-Aquae.


Le microalghe selvatiche del lago Klamath, lago incontaminato incastonato nella zona vulcanica delle Cascade Mountains, sono un supercibo completo e perfettamente assimilabile.
Come spiega Karl Abrams, questo alimento primordiale ha un'eccezionale dotazione nutrizionale: 65% di proteine nobili; tutti e 20 gli aminoacidi, di cui gli 8 essenziali nelle proporzioni ideali per l'assimilazione umana [1]; un ampio spettro di minerali e oligoelementi chelati in modo naturale (oltre 30); una dotazione completa di vitamine, con un ele-vato tenore di vitamine del gruppo B, e in particolare della sempre più rara B12; un ricco corredo di enzimi e pigmenti antiossidanti, dalle potenti fitocianine ai suoi numerosi caroteni; una buona dotazione di acidi grassi polinsaturi, inclusi i rari e fondamentali omega 3 [1].
Una tale completezza e densità nutrizionale non può non avere effetti profondamente rigenerativi e terapeutici.
Dopo vent'anni di costante crescita mondiale, basata sul passaparola di centinaia di migliaia di consumatori che affermano di aver ottenuto risultati straordinari, finalmente alcuni studi scientifici hanno iniziato a testare le proprietà dell'alga in maniera rigorosa. Si tratta di studi eseguiti secondo i più stretti canoni della ricerca scientifica (randomizzazione, placche, controllo a doppio cieco, ecc.), pubblicati su riviste peer reviewed (con lettura anonima eseguita da studiosi indipendenti).

Sistema immunitario


In uno studio preliminare svolto presso l'Università di Montreal, si è visto che entro 2 ore dall'assunzione di appena 1,5 g di Klamath, si produce nell'organismo una rilevante mobilizzazione delle cellule immunitarie NK (natural killer cells) [2].
Lo studio è stato poi ripetuto su un campione più ampio. La capacità della Klamath di attivare in modo rapido e in misura cospicua le cellule immunitarie è stata confermata, e ha mostrato che l'attivazione interessa tutte le cellule immunitarie, incluse i linfociti T e i linfociti B.
Lo studio ha messo in evidenza come questa attivazione non sia diretta, ma avvenga tramite il sistema comunicativo intestino/cervello, e ciò è di estrema importanza perché dimostra come la Klamath sia non tanto un immunostimolante quanto un immunoregolatore, e sia quindi efficace anche nelle patologie allergiche e autoimmuni sempre più diffuse. Questi studi collocano la Klamath al vertice delle sostanze naturali benefiche per il sistema immunitario [3].

Acidi grassi, colesterolo, trigliceridi
In uno studio svolto presso la prestigiosa Harvard Medicai School, si è dimostrata la capacità della Klamath di normalizzare il metabolismo degli acidi grassi, riducendo al contempo colesterolo "cattivo" e trigliceridi.
La Klamath è ricca di omega 3, che oltre a essere gli acidi grassi più importanti nella normalizzazione del metabolismo lipidico, sono anche i più rari, trovandosi solo nei pesci grassi.
Lo studio ha sottoposto 32 topi a 4 diete diverse per un mese: 1) standard, con il 5% di olio di soia; 2) priva di acidi grassi essenziali, con il 3% di olio di cocco; 3) priva di acidi grassi essenziali e con il 10% di AFA;4) priva di acidi grassi essenziali e con il 15% di AFA.
I topi nutriti con la dieta n° 2 hanno mostrato un'assenza di acido linolenico (LNA) nel plasma.
Tuttavia, l'integrazione con l'alga ha prodotto lo stesso livello di LNA del gruppo di controllo (dieta standard), insieme a livelli di acido ecosapentaenoico (EPA) e docoesaenoico (DHA) significativamente superiori rispetto alla dieta standard, e a una radicale diminuzione dell'acido arachidonico, il grasso "cattivo" che è all'origine dei processi infiammatori e degenerativi nell'organismo. È da evidenziare il fatto che questi effetti profondi sono spiegabili solo in parte con il contenuto inOmega 3 dell'alga, e vanno dunque attribuiti alla sinergia dei suoi numerosi costituenti.
Indipendentemente dalla spiegazione oggettiva, comunque, l'integrazione con il 10% e il 15% di AFA ha diminuito il colesterolo rispettivamente al 54% e addirittura al 25% dei livelli riscontrati nel gruppo di controllo; e risultati simili sono stati ottenuti anche in relazione ai trigliceridi

Permeabilità intestinale (4)


In uno studio svolto presso l'Università del New Mexico, si è dimostrata la capacità della Klamath, verificata tramite il test del lattulosio/mannitolo, di restaurare la normale permeabilità intestinale dopo un solo mese di assunzione.
Si tratta di un risultato di estrema importanza perché la permeabilità intestinale compromessa è concausa della maggior parte delle patologie, poiché l'incapacità di trattenere i nutrienti e di espellere le tossine da parte dell'intestino porta a una progressiva degenerazione dell'organismo, e dunque alle patologie degenerative, e in tempi brevi a quelle allergiche e autoimmuni [5].
Fino a oggi, nessun'altra sostanza ha mai dimostrato di poter restaurare la normale permeabilità intestinale, tanto meno in tempi così rapidi.

Funzionalità neurocerebrale


Una delle aree nelle quali la Klamath ha sempre prodotto risultati sorprendenti per gli stessi terapeuti è quella neurocerebrale. In uno studio preliminare svolto sempre presso l'Università del New Mexico e che ha utilizzato i test cognitivi P300 e Baer, si è dimostrata la capacità dell'alga di restaurare la normale integrazione delle diverse aree cerebrali in individui affetti da problemi neurodegenerativi. Questo studio ha confermato in prima istanza i successi riportati da diversi medici americani su patologie come l'Alzheimer.
La stessa équipe di scienziati ha ripetuto lo studio per testare la capacità dell'alga di curare i traumi cerebrali moderati.
I risultati sono stati notevoli: l'alga ha dimostrato di poter curare tali traumi in sole 6 settimane, con un tasso di successo del 95%, contro il 70% in 6 mesi delle terapie farmacologiche standard [6].

Conclusioni


Altri studi sono attualmente in corso, tra cui uno molto importante del Linus Pauling Institute sul potere antiossidante delle Klamath, ma questi sono già sufficienti a chiarire l'importanza di questo supercibo selvatico nel rigenerare le più diverse funzioni metaboliche e organiche.
Il potere rivitalizzante della Klamath propone questo supercibo anche come ottimo coadiu-vante di terreno nelle terapie omeopatiche e fitoterapiche.

Valori nutrizionali


NOME ANALISI VALORI UNITÀ
Vitamine
Vit. A (incl.-carotene) 706 IU/g
Tiamina (B1) 5 mcg/g
Riboflavina (B2) 60 mcg/g
Niacina (B3) 0.15 mg/g
Acido pantotenico (B5) 7 mcg/g
Piridossina (B6) 11 mcg/g
Acido folico 1 mcg/g
Cobalamina (B12) 8 mcg/g
Colina 2.3 mg/g
Vitamina C 1 mg/g
Vitamina D 1 IU/g
Vitamina E 0.15 mg/g
Biotina (vit.H) 0.3 mcg/g
Vitamina K 70 mcg/g
Minerali
Alluminio tracce
Boro 10 mcg/g
Bromo tracce
Calcio 14 mg/g
Cloro 400 mcg/g
Cobalto 2 mcg/g
Cromo 1 mcg/g
Fluoro 39 mcg/g
Ferro 350 mcg/g
Fosforo 6.5 mg/g
Gallio tracce
Germanio 0.3 mcg/g
Iodio 1 mcg/g
Magnesio 2.2 mg/g
Manganese 30 mcg/g
Molibdeno 3.5 mcg/g
Nichel 4 mcg/g
Potassio 30 mg/g
Rame 5.5 mcg/g
Selenio 1 mcg/g
Silicio 220 mcg/g
Sodio 2.2 mg/g
Stagno 0.5 mcg/g
Stronzio tracce
Titanio 20 mcg/g
Vanadio 3 mcg/g
Zinco 40 mcg/g
Zolfo 1 mg/g
NOME ANALISI VALORI UNITÀ
Contenuto su 1.5 gr di microalghe
Klamath
Aminoacidi essenziali
lsoleucina 44 mg
Triptofano 11 mg
Leucina 78 mg
Treonina 49 mg
Lisina 52 mg
Fenilalanina 38 mg
Metionina 11 mg
Valina 48 mg
Arginina 57 mg
lstidina 14 mg
Aminoacidi non essenziali
Alanina 70 mg
Glicina 44 mg
Acido aspartico 11 mg
Prolina 43 mg
Cistina 3 mg
Serina 44 mg
Acido glutammico 6 mg
Tirosina 26 mg
Acidi grassi essenziali
Acidi grassi saturi 18.4 mg/g
di cui Palmitico 13.6 mg/g
di cui Miristico 2.5 mg/g
Acidi grassi monoinsaturi 5.8 mg/g
di cui Oleico 3.3 mg/g
Acidi grassi polinsaturi 17.8 mg/g
di cui Omega 6 Iinoleico 3.8 mg/g
di cui Omega 3 alfalinolenico
12.9 mg/g
EPA 0.5 mg/g
DHA 0.2 mg/g
Betacarotene e altri caroteni
(alfa, gamma,
astaxantina, ecc.) 703 IU/g
Clorofilla 10-15 mg/g
Ficocianine 100-150 mg/g

Proprietà terapeutiche


Non è solo l’eccezionale profilo nutrizionale a conferire a queste microalghe evidenti proprietà nutriterapiche,
ma anche l’abbondante presenza in esse di specifiche molecole (ficocianine, clorofilla, cianoficine, specifici
polisaccaridi, etc.) immunomodulanti, antinfiammatorie, antiossidanti ed ematopoietiche. Dopo quasi
venti anni di diffusione tramite il passaparola di consumatori soddisfatti, da alcuni anni si è finalmente cominciato
a realizzare importanti studi accademici sulle loro proprietà, e si possono già delineare alcune aree
privilegiate in cui l’azione della Klamath risulta particolarmente marcata. In uno studio in corso di pubblicazione,
un comitato composto da 5 medici indipendenti, incluso un medico legale, ha vagliato migliaia di casi
in cui pazienti affetti dalle più svariate patologie rivendicavano straordinari effetti di guarigione. Il comitato
ha selezionato solo i circa 300 casi che rientravano entro rigidi parametri diagnostici e clinici (precisa diagnosi
medica iniziale, fallimento riconosciuto del successivo trattamento medico, svolgimento del programma
a base di alghe Klamath effettuato sotto continuo controllo medico). Lo studio ha così evidenziato 8 aree
in cui la Klamath ha dimostrato una chiara azione di guarigione: asma, allergie, stati infiammatori, sindrome
della stanchezza cronica, insufficienze immunitarie, diabete, depressione, problematiche neurologiche.
v Altri studi più specifici hanno valutato le seguenti aree:
Area immunitaria
1. In due studi successivi presso l’Università di Montreal, si è visto che entro 2 ore dall’assunzione di
appena 1.5 gr. di Klamath si produce una migrazione del 40% dei leucociti NK (cellule natural
killer) dai linfonodi al sangue, e poi dal sangue verso organi e tessuti, mentre il restante 60% aumenta
il numero di adesioni. L’azione però è di carattere indiretto, e i ricercatori speculano che si
produca tramite il canale comunicativo intestino/cervello. Questo è importante, in quanto definisce
la Klamath come immunomodulatore anziché come immunistimolante.
2. Sempre nello studio di Montreal, i ricercatori hanno verificato la capacità della Klamath di ridurre
l’azione eccessiva delle cellule polimorfonucleate (PMN), e dunque di abbassare la produzione di
radicali liberi e il livello di infiammazione generale dell’organismo.vii
3. Un altro importante studio in corso di pubblicazione ha dimostrato la capacità della Klamath di
stimolare l’attività dei macrofagi, soprattutto grazie al suo contenuto di un nuovo e specifico polisaccaride
che, una volta isolato, ha mostrato un’attività dieci volte maggiore dei ben noti lipopolisaccaridi
(LPS).


Area tumorale


L’azione anti-tumorale delle Klamath è ovviamente direttamente legata alla sua azione immunoregolatrice.
In questo senso, la Klamath costituisce un ottimo sostegno nutrizionale immunitario a qualsiasi
strategia di prevenzione e di cura dei tumori. Più specificamente:
1. Uno studio in vitro ha messo in luce che la Klamath possiede proprietà antimutageniche.ix
2. Uno studio eseguito dall’equipe della dr.ssa Jensen, che ne sta preparando il relativo manoscritto,
ha dimostrato come grazie al suo alto contenuto di ficocianine la Klamath sia in grado di produrre
l’apoptosi di alcuni tipi di cellule tumorali.
3. Le ficocianine, di cui la Klamath è ricca (15% del peso a secco), hanno dimostrato di inibire selettivamente
l’enzima COX-2, ma non il COX-1. Si tratta di un risultato molto promettente in quanto
la presenza eccessiva di COX-2 è tipica di vari tipi di tumore al seno, e la sua riduzione sembra in
grado di bloccare l’angiogenesi e di rallentare la crescita tumorale.

Area anti-infiammatoria


La Klamath è una delle fonti più ricche di antiossidanti. Soli 2 gr. di Klamath contengono circa il 50%
dello RDA giornaliero di betacarotene, corredato da numerosi altri carotenoidi, tra cui alpha-carotene,
gamma-carotene, zeaxantina, astaxantina, luteina e licopene. La sinergia di questi antiossidanti con altre
vitamine (C,E) e minerali (selenio, zinco, manganese, etc.), tutti presenti nella Klamath, sarebbe di per sé
sufficiente a svolgere una significativa azione antinfiammatoria. Ma le Klamath, come altre verdi-azzurre
anche se in concentrazioni più elevate, è ricca di ficocianine, le cui proprietà antinfiammatorie sono state
evidenziate da diversi studi:
1. Le ficocianine sono dei potenti antagonisti dei radicali liberixii, e svolgono una significativa azione
epatoprotettiva.
2. Le ficocianine hanno dimostrato di inibire l’infiammazione auricolarexiv, e di prevenire la colite indotta
da acido acetico nei topi.xv Questi studi hanno messo in risalto come l’azione antinfiammatoria
delle ficocianine si esplichi attraverso l’inibizione del leucotriene B4, coinvolto in numerosi
processi infiammatori, sia generali che specifici.
3. In uno specifico studio sulla Klamath, è stato dimostrata la capacità di questa microalga, grazie al
suo contenuto di Omega 3 e ala sua capacità di aumentarne i livelli organici, di ridurre i livelli plasmatici
di acido arachidonico, precursore delle principali prostaglandine e leucotrieni infiammatori.
xvi Mentre l’azione antinfiammatoria per mezzo delle ficocianine è propria anche di altre verdiazzurre,
questa azione antinfiammatoria è specifica della Klamath (altre verdi-azzurre come la Spirulina
sono prive di Omega 3).
Area antivirale
Le verdi-azzurre in generale sono ricche di sostanze antivirali, come messo in luce da diversi studi su
diversi tipi di microalghe. Anche se non esiste ancora nessuno studio specifico in questo campo sulle
Klamath, esiste una ampia casistica empirica con importanti risultati su patologie che vanno dall’herpes
alle varie forme di epatite. Va comunque detto che la potente azione immunoregolatrice della Klamath,
così come il suo contenuto in molecole immunostimolanti (polisaccaridi, ficocianine, etc.), mettono il sistema
immunitario in condizione di far fronte adeguatamente alle più diverse problematiche virali. Più
specificamente, la Klamath contiene diversi tipi di polisaccaridi, tra cui eteropolisaccaridi e lipopolisaccaridi,
la cui azione antivirale per via immunomodulante è stata ripetutamente provata; e altre
macromolecole, come i sulfonoglicolipidi e i fosfoglicolipidi, che sono attualmente studiati per la loro
azione immunomodulante e antivirale.


Area metabolica


1. Metabolismo dei grassi. In uno studio svolto presso la prestigiosa Harvard Medical School, si è
dimostrata la capacità della Klamath di normalizzare il metabolismo degli acidi grassi, riducendo al
contempo colesterolo cattivo e trigliceridi. Diversi gruppi di cavie sono stati sottoposti a una dieta
integrata con olio di soia, una dieta priva di acidi grassi polinsaturi, e ad una dieta priva di polinsaturi
ma integrata con Klamath. La dieta a base di Klamath, pur contenendo la Klamath solo circa un
5% di acidi grassi, ha prodotto nel giro di un mese i risultati migliori, come: massimo aumento
degli EPA e DHA, consistente riduzione dell’acido arachidonico, e una diminuzione di colesterolo
e trigliceridi anche del 75%
2. Crescita muscolare e organica. Uno studio svolto sempre presso la Harvard Medical School ha testato
gli effetti della Klamath sulla crescita delle cavie in rapporto ad un gruppo di controllo sottoposto
alla stessa dieta ma senza l’aggiunta di Klamath. Il gruppo di cavie alla cui dieta è stato aggiunto
solo lo 0,05% di Klamath ha avuto un tasso di crescita generale superiore del 16% rispetto al
gruppo di controllo Questo risultato è tanto più significativo in quanto simili studi effettuati con
quantità ben più elevate di spirulina (fino al 73% della dieta) non avevano prodotto alcun risultato.
In particolare, lo studio ha mostrato come la Klamath aumenti la capacità di assimilazione delle
proteine.
3. Normalizzazione del metabolismo glicemico. In uno studio sugli effetti della Klamath in rapporto
agli enzimi digestivi endogeni, si è riscontrato che essa inibisce gli enzimi intestinali sucrasi e maltasi
in maniera dose-dipendente, contribuendo così alla riduzione dei livelli di glucosio nel plasma.
xix Questo risultato è stato ulteriormente confermato da uno studio nel quale si è visto che la
Klamath accresce i livelli dell’enzima pancreatico alpha-amilasi, ed è noto che l’aumento di tale
enzima tende a ridurre i livelli glicemici.
4. Permeabilità intestinale. Presso l’Università del New Mexico, si è dimostrata la capacità della
Klamath di restaurare la normale permeabilità intestinale dopo un solo mese. Si tratta di un risultato
estremamente importante perché la permeabilità intestinale compromessa è praticamente concausa
di tutte le patologie.


Area neurologica


1. Esiste una lunga casistica sugli effetti altamente positivi della Klamath sulla malattia di Alzheimer
e altre malattie neurodegenerative come il Parkinson e la sclerosi multipla. Il dr. Gabriel Cousins,
nel corso degli anni ’80, eseguì una serie di esperimenti, i cui risultati, estremamente positivi
sull’Alzheimer, sono riportati in un articolo da lui pubblicato sul Journal of Orthomolecular Medicine
(Vol.VIII, n.1&2, 1985).
2. Questi dati clinici sono stati recentemente se pur indirettamente confermati, in uno studio svolto
presso l’Università del New Mexico, nel quale si è dimostrata la capacità della Klamath di contribuire
a curare i traumi cerebrali moderati in sole 6 settimane, con un tasso di successo del 95%,
contro il 70% in 6 mesi delle terapie farmacologiche standard.
Suggerimenti d’uso
Normalmente, 2-3 grammi al dì (corrispondente a 4-6 capsule da 500 mg o 8-12 tavolette da 250 mg) per
circa 3 mesi è dosaggio sufficiente a svolgere un ruolo ricostituente e di terreno. Nel caso di problematiche
acute e patologie conclamate anche gravi, il dosaggio giornaliero è di 4-5 grammi (8-10 capsule o 16-20 tavolette).
La B12 della Spirulina non è assimilabile a causa della presenza in essa di omologhi della vera B12 che ne bloccano l’assimilazione
come riconoscono gli stessi promotori della spirulina (R.Henrikson, Spirulina, Tecniche Nuove, 1998, pp.30-31).
La Klamath contiene anche elevate quantità di aminoacidi liberi, che l’organismo assimila con estrema facilità e che sono precursori
dei neuropeptidi, i veri motori dell’attività cerebrale e neurologica generale.

Vedi K.Abrams, Le Alghe per la Salute, Tecniche Nuove, 1999, cap.
Secondo Abrams, il fatto che la Klamath, a differenza della spirulina, possegga un significativo corredo di acidi grassi essenziali,
consente all’alga di accumulare una più ampia gamma di carotenoidi (ben 15 nella Klamath), il che renderebbe il potere antiossidante
della Klamath superiore a quello della spirulina nonostante il loro contenuto di betacarotene si equivalga. K. Abrams, Le Alghe per
la Salute, p.174.
Come è noto, I famosi studi CARET e PHS, promossi dallo statunitense National Cancer Institute e pubblicati dal New England
Journal of Medicine nel1996, sono stati probabilmente i più ampi e lunghi studi umani mai realizzati allo scopo di testare l’attività
anti-tumorale del becarotene sintetico. Tali studi hanno mostrato come il betacarotene sintetico, e lo stesso betacrotene naturale ma
isolato, lungi dallo svolgere un’azione antiossidante, agiscono come fattori ossidativi e pro-tumorali. A partire da quel momento, è
diventato chiaro che per ottenere una potente azione antiossidante e preventiva dei tumori è necessario assumere il betacarotene in
entrambe le sue forme cis e trans, cioè come si trova nel suo stato naturale, e soprattutto nella sua naturale sinergia con altri carotenoidi.
Vedi Mayne S.T., et al., Beta-carotene, carotenoids and disease prevention in humans, in FASEB J., 10(7): 690-701 (1996);
Pryor W.A., et al., Beta-carotene: from biochemistry to clinical trials, in Nutr Rev., 58(2 Pt 1): 39-53 (2000).
Krylov et al. (2001), Retrospective Epidemiological Study using Medical Records to Determine which Diseases are improved by
Aphanizomenon flos aquae
Manoukian R., et al., Effects of the blue green algae Aphanizomenon Flos Aquae on human natural killer cells, in Savage, L., ed.,
Phytoceuticals, IBC Library Series, 1998, 233-241. Gitte J. Jensen, et al., Consumption of Aphanizomenon Flos Aquae Has Rapid
Effects on the Circulation and Function of Immune Cells in Humans, in Journal of American Nutraceutical Association (JANA),
Vol.2, n°3, Jan. 2000, pp. 50-58.
Gitte J. Jensen, et al., Consumption of Aphanizomenon Flos Aquae Has Rapid Effects on the Circulation and Function of Immune
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viii Pugh N., et al., Isolation of three high molecular weight polysaccharides with potent immunostimolatory activity from Spirulina
Platensis, Aphanizomenon Flos Aquae and Chlorella pyrenoidosa, in Planta Medica (in press).
L’aggiunta di alghe Klamath al medium del test almeno 2 ore prima di introdurvi il mutagenico Nitrovin ne ha inibito l’azione mutagenico.
Lahitova N., et al., Antimutagenic properties of fresh water blue green algae, in Folia Microbiol (Praha), 39(4), 1994,
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Citato in Jensen, G.S. et al., Blue Green Algae as an Immuno-Enhancer and Biomodulator, in JANA, Vol. 3, n°4, Winter 2001,
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metaplasticity, 3d World Congress on Brain Injury, IBIA, Quebec City, June 1999. Questo studio è stato presentato
al 3° World Congress on Brain Injury, ed è pubblicato nei relativi Atti.

Bibliografia
[1] K. Abrams: Le Alghe per la Salute, Tecniche Nuove, 1999, p. 35. Egli riporta il risultato di un test secondo cui le proteine della Klamath sono assimilabili al 73%, contro il 37% e il 20% rispetttivamente di Spirulina e Clorella, e solo il 18% delle carni rosse.
[2] Manoukian R, et al.: "Effects of the blue green algae Aphanizomenon Flos Aquae on human natural killer cells", in Savage, L, ed., Phytoceuticals, IBC Library Series, 1998, 233-41.
[3) Gitte J. Jensen, et al.: "Consumption of Aphanizomenon Flos Aquae Has Rapid Effects on the Circulation and Function of Immune Cells in Humans", Journal of American Nutraceuti-cal Association, Voi, 2, n° 3, Jan. 2000, pp. 50-8,
[4] Rafail I, Kushak, et al.: 'Favorable Effects of Blue Green Algae Aphanizomenon Flos Aquae on Rat Plasma Lipid", Journal of the American Nutraceutical Association, Vol. 2, n°3, Jan2000, pp.59-65.
[5] Citato in C. Drapeau, N. Solomon, Optimal Health Journal, August 1998, in attesa di pubblicazione.
[6] Atti 3° Worid Congress on Brain Injury, 1999.